Teste di Moro moderne dipinte a mano, una storia d’amore tra leggenda e passione, Sicilia.

Se ci sono dei manufatti che incarnano al mille per mille la vera passione dell’artigianato di Sicilia , quei manufatti non possono che essere le Teste di Moro. Riprodotte per tradizione in curiosi vasi di ceramica – celebre la serie di Caltagirone dipinta a mano – le teste di moro moderne possono assumere svariate forme, divenendo talvolta quadri, oggetti da collezione e persino bomboniere. Sono oramai un vero e proprio simbolo di due personaggi legati da una storia d’amore, in cui sentimenti e gelosia costituiscono la cornice di una leggenda che merita di essere raccontata.

Una storia d’amore dal risvolto tragico che riguarda una fanciulla siciliana e un baldo moro che passeggiando per il quartiere della Kalsa segnò il suo destino. La fanciulla credeva fosse amore, ma ignara che lui avesse già moglie e che se ne sarebbe andato da Palermo per ritornare dalla sua sposa, seguì il suo cuore fino al punto di non ritorno. Sarebbe a dire, l’uccisione (per mano sua) del Moro. Di fatto, la fanciulla gli strappò letteralmente il capo e lo sotterrò in un vaso, da cui crebbe una speciale pianta profumata. Il basilico.

“Detto in tricche e ballacche”

A dire il vero non amo tanto questa storia appunto per il risvolto macabro e malato che a volte l’amore può avere. Ma non mi soffermerò molto su questo oggi. Bensì vi farò cenno di qualche mia creazione di Testa di Moro realizzata in acrilico e che negli ultimi tempi, ha avuto un discreto successo in termini di commissioni.

Come potete vedere dalla foto, non ho voluto ripercorrere letteralmente la tradizione. Lo trovo noioso e poco creativo. Ne ho invece preso un leggero spunto e fra una pennellata e l’altra, è nata questa figura un po’ fiabesca, un po’ déco come la corrente artistica della mia amata pittrice Tamara de Lempicka che amo alla follia e anche tanto astrattismo, direi anche leggermente pesante, ma ironico come lo è il mio modo di avvicendarmi alla pittura. 

Quanto ai colori, il turchese è ciò che l’occhio riesce a cogliere a primo impatto, fino a perdersi in un intreccio frenetico di curve che a volte si allargano e altre si restringono. Di certo, una veritiera similitudine allo stato d’animo che avevo nel momento in cui l’ho dipinta. E, infatti, il motivo per cui amo proprio la pittura è questo. La considero un mezzo essenziale che sento tremendamente mio e che mi da piccole grandi opportunità e soddisfazioni quotidiane. Trasformare ciò che ho dentro, uno stato d’animo, un pensiero, un ideale, in qualcosa di più profondo, tangibile e afferrabile.

Tuttavia le mie Teste di Moro, proprio perchè tante e variegate, saranno approfondite con nuovi articoli. Anche perché quella che vedete in foto non è che la prima di una lunghissima serie di Teste di Moro, sia nello stile che nell’applicazione del colore (adesso più tenue, rilassato e disteso). Pertanto rimanete in ascolto e se volete, esprimete ciò che pensate a riguardo. Mi sarebbe davvero di grande aiuto.

Altrimenti, non avrei certamente creato un blog!

PS: Ulteriori approfondimenti sulla storia delle teste di moro possono essere raggiunti al seguente link.

Orazio Mancuso

2 commenti

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...